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Convivialità nella riserva The Cave in Messico

Non è una casa: The Cave è uno spazio per socializzare, cenare e godere della bellezza della riserva naturale Pilares, al confine settentrionale del Messico.

All’interno del Parco Nazionale Maderas del Carmen, la riserva Pilares ospita speci animali protette e The Cave è il progetto pensato per permettere ai visitatori di contemplarle.

Legno e pietra la fanno da padroni, con un feeling molto piacevole, ma livello di architettura, la cosa più interessante è che si tratta sostanzialmente di un progetto “a chilometro zero”: trattandosi di un’area protetta, lo spazio è stato realizzato recuperando quanto più possibile da edifici antichi, rovine e linee ferroviarie abbandonate della zona. Il 90% dei materiali che costituiscono l’edificio è stato raccolto in un raggio di 10 km.

A dimostrazione di come, nelle mani di un bravo designer, anche i rottami…

Progetto di Greenfield

Foto di Documentación Arquitectónica. Adrián Llaguno

 

desert resort

A Mitzpe Ramon, a due ore di auto da Tel Aviv, affacciato su un’altura che domina il deserto circostante, sorge uno dei resort più unici al mondo: è il Beresheet Resort, un hotel 5 stelle realizzato seguendo un concept che ha voluto rispettare il più possibile il paesaggio circostante.

Costituito da 111 suites indipendenti, organizzate in edifici di massimo due piani, il complesso è il luogo ideale per scoprire il cratere di Ramon, una depressione naturale che si estende per oltre 300 km quadrati nel deserto del Negev.

L’architettura trova uno dei propri fulcri nei serramenti e nelle superfici vetrate, firmate Navello. L’azienda piemontese ha fornito ben 800 finestre, 180 persiane e 40 portoni di ingresso. L’utilizzo di vetri a bassa emissione, unita alla collocazione dell’hotel a 800 metri di altitudine, assicura il massimo comfort agli ospiti senza dipendere eccessivamente da sistemi che consumano energia ed inquinano: la conferma di una nuova “architettura del benessere” che sempre più riesce a formulare soluzioni di hospitality esclusive e, nello stesso tempo, virtuose.

glass & wood casa P12

Un progetto dell’architetto Martin Dulanto, molto interessante per l’uso sapiente che fa del legno e del vetro. I due materiali si valorizzano a vicenda, il legno “scaldando” la freddezza del vetro e quest’ultimo, a sua volta, bilancia la matericità dell’essenza grazie alle ampie superfici trasparenti.

Il tema della “glass house” non smette mai di essere attuale.

Windows no limits Hadaway House

Un progetto che trovo eccezionale per come interpreta i serramenti e le superfici vetrate in totale libertà.

Questa casa si trova in British Columbia e guarda su Whistler Valley. Progettata da Patkau Architects, la struttura è concepita per interagire in modo ottimale con la neve, con il tetto strutturato per contenerla e farla scivolare in spazi predeterminati.

Particolare attenzione è stata posta anche al controllo della temperatura, sfruttando una tecnica di costruzione ibrida in cui ai piani inferiori in cemento, che creano massa termica in inverno, si aggiungono le parti superiori in acciaio e legno.Per areare d’estate vengono utilizzate aperture orientate a nord.

Foto di Peter Buchanan & James Dow